Vento di fronda

Si sa che le guerre sono tante almeno quante le fiabe e sembra di averle sentite tutte ormai. Quelle tra popoli, tra amici, tra fratelli, storie raccontate in lungo e in largo. Ma se ne rimanesse una soltanto da ricordare, nel libro dell’umana follia, dovrebbe essere quella tra Polabi e Vendevi.
Un paese spaccato in due, come tra bianco e nero, dall’oggi al domani. A testimoniarlo sette giovani, sette amici, sette compagni di sventura. Cosa significa crescere insieme, quando si leva un vento di fronda che tutto divide?

Vento di fronda non è ambientato in un paese reale, né si concentra sugli orrori di guerre storiche. Si propone invece di raccontare sette vite, rese surreali da un mondo che sembra aver perso la ragione.
I personaggi sono definiti tramite diari e lettere, testimoni muti, frammenti di esistenze in attesa di essere ricomposte. Lo scorrere impietoso del tempo sarà scandito da quattro scene, a sette anni di distanza l’una dall’altra.

Autore: Oscar Biffi
Ruoli: 7, 6 maschili e 1 femminile.
Tempo: 2 ore.
Rigiocabilità:

Bassa.
L’impostazione a scene definisce le tappe della storia, sebbene il finale resti comunque del tutto aperto.

Leitmotiv: Guerra e oppressione, favola e realtà, amicizia e diversità, pressione sociale
e responsabilità delle proprie scelte.
Materiali: Memorie del personaggio di Veles
Memorie del personaggio di Jarilo
Memorie del personaggio di Ziva
Memorie del personaggio di Svetovit
Memorie del personaggio di Kresnik
Memorie del personaggio di Tawals
Memorie del personaggio di Borevit
Manifesti delle scene

 

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